CALL FOR MAGAZINE

 

Che cos’è la pornografia? Qual è il suo ruolo nella cultura di massa?

Quali progetti possono essere definiti pornografici forzando il significato della parola stessa? Quali linguaggi della cultura pop entrano a far parte della sfera pornografica? Come cambiano i paradigmi visivi che utilizzano messaggi allusivi e non più ritenuti tabù, per un’efficace comunicazione di massa?

 

In una società dell'informazione e della ridondanza di immagini, esplicite e non, la nostra sensibilità è inevitabilmente mutata. Oggigiorno, la parola “porno” è spesso utilizzata per descrivere un contesto visivo che non ha niente a che a fare con immagini di nudo e sessualmente esplicite. Ci siamo chiesti quale significato assume la pornografia in una società dove molti tabù sono pressoché sdoganati e vi è sempre meno pudore nel condividere propri feticismi. 

La moderazione del linguaggio nei social comporta una costante variazione dei segni per sfuggire alla censura.

 

Volendo intendere del materiale eroticamente osceno e provocatorio, non lo è forse più allusivo un ASMR rispetto a uno degli innumerevoli nudi con sfuocature puntuali che riempiono le nostre home dei social? Pensiamo alla diffusione del suffisso “porn” spesso associato nei tag ad immagini visivamente stimolanti, in un’accezione più estetica che prettamente erotica, dal #foodporn al #designporn.

La call Pop-porno vuole indagare il senso lato del termine pornografia, quali sono i nuovi scenari in cui il concetto di porno può essere esteso, magari attraverso una forzatura dialettica oppure a ragione. Vogliamo interpretare questo tema quale fenomeno sociologico. La pornografia intesa come materia che svela ciò che fino ad ora era considerato tabù, nella comunicazione, nella progettazione, nel linguaggio e nella cultura pop.

Fin dal Medioevo la morale cattolica condanna la pornografia, considerata un atto che lede la dignità della persona degradandola. A tal proposito così si esprime il Catechismo della Chiesa cattolica:

 

«La pornografia consiste nel sottrarre all'intimità dei propri compagni gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli deliberatamente a terze persone. Offende la castità perché snatura l'atto coniugale, dono intimo degli sposi l'uno all'altro. Lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano (attori, commercianti, pubblico), poiché l'uno diventa per l'altro l'oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito guadagno. Immerge gli uni e gli altri nell'illusione di un mondo irreale. È una colpa grave. Le autorità civili devono impedire la produzione e la diffusione di materiali pornografici.»

(Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2354)

*Note

Non è nostra intenzione limitare la “sottomissione” alla call solo a interpretazioni del tema come sopra, ben vengano anche progetti sessualmente espliciti o qualsiasi tipo di materiale NSFW. Se richiesto siamo disposti a mantenere l’anonimato. 

*Lettura consigliata

La guida di Esquire alla pornografia.

Dal Paleolitico ai video amatoriali, viaggio in un mondo sempre più mainstream, tra lati oscuri – dal razzismo agli stereotipi LGBTQ+ – e ricerche pop che infuocano Internet.  LINK 

Pissjar Sans

A typeface made of piss.

Jon Matthew Chonko (2013)

Sandwiches

Augustine and Josephine Rockebrune (2015).

We Don’t Embroider Cushions Here 

Édition Monumental.

Paolo Sorrentino, regia di (2019).

The New Pope: Good Time Girl 

Title Sequence.

Massimo Torrigiani e Davide Giannella, curatori del progetto dell’associazione culturale Capo d’Arte e del libro Salento moderno. Inventario di abitazioni private nel Sud della Puglia, pubblicato dalla casa editrice Humboldt Books.

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Direttore editoriale Antonello Garaguso * Direzione artistica Antonello Garaguso, Riccardo Mecozzi, Raffaele Pierucci * Redazione Chiara De Angelis, Lorenzo Di Gioacchino, Manuel Scortichini, Progetto Grafico Riccardo Mecozzi * Contenuti digitali Raffaele Pierucci.