Pop-porno

*NumeroDue

Che cos’è la pornografia? Qual è il suo ruolo nella cultura di massa?

Quali progetti possono essere definiti pornografici forzando il significato della parola stessa? Quali linguaggi della cultura pop entrano a far parte della sfera pornografica? Come cambiano i paradigmi visivi che utilizzano messaggi allusivi e non più ritenuti tabù, per un’efficace comunicazione di massa?

 

In una società dell'informazione e della ridondanza di immagini, esplicite e non, la nostra sensibilità è inevitabilmente mutata. Oggigiorno, la parola “porno” è spesso utilizzata per descrivere un contesto visivo che non ha niente a che a fare con immagini di nudo e sessualmente esplicite. Ci siamo chiesti quale significato assume la pornografia in una società dove molti tabù sono pressoché sdoganati e vi è sempre meno pudore nel condividere propri feticismi. 

La moderazione del linguaggio nei social comporta una costante variazione dei segni per sfuggire alla censura.

Volendo intendere del materiale eroticamente osceno e provocatorio, non lo è forse più allusivo un ASMR rispetto a uno degli innumerevoli nudi con sfuocature puntuali che riempiono le nostre home dei social? Pensiamo alla diffusione del suffisso “porn” spesso associato nei tag ad immagini visivamente stimolanti, in un’accezione più estetica che prettamente erotica, dal #foodporn al #designporn.

La call Pop-porno vuole indagare il senso lato del termine pornografia, quali sono i nuovi scenari in cui il concetto di porno può essere esteso, magari attraverso una forzatura dialettica oppure a ragione. Vogliamo interpretare questo tema quale fenomeno sociologico. La pornografia intesa come materia che svela ciò che fino ad ora era considerato tabù, nella comunicazione, nella progettazione, nel linguaggio e nella cultura pop.

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