TSI-TSI

CONCEPT

Fabiana Terenzi

intervista a cura di MAGAZZINO

rubrica ALUMNI

Fabiana e Costanza si sono conosciute nel corso di laurea magistrale in Design della moda all’Università Iuav di Venezia. Insieme sono Tsi-Tsi: un collettivo indipendente di produzione sartoriale in cui si fondono fashion design, comunicazione visiva e artigianalità. Mentre Costanza viene da una formazione di arti visive e teatro (Iuav), Fabiana si è formata alla SAAD, laureandosi nel corso di Disegno Industriale e Ambientale.

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Ciao, ci raccontate un po’ della vostra attività attuale? Come vi state muovendo?

Possiamo dire che finora abbiamo evitato di incasellarci in categorie. Un’idea di quello che siamo è forse la collaborazione che abbiamo attivato recentemente con l’illustratrice Eleonora Arosio. È un qualcosa che ci entusiasma perché è molto in linea con la nostra visione. All'inizio credevamo fosse difficile attivare collaborazioni, ma, in realtà, ci siamo accorte che basta proporsi. Attualmente siamo state penalizzate dal contesto del coronavirus perché i nostri sono prodotti unici e il nostro habitat naturale sono le fiere indipendenti.

Ci raccontate quando e come avete iniziato il tutto? In particolare ci interessa capire la spinta propulsiva dell'attività che avete deciso di intraprendere.

Noi siamo attive dal 2020 quando ancora frequentavamo l’università. Abbiamo iniziato a cucire un po’ per caso, ma non c’era un progetto.

La prima volta che abbiamo iniziato a capire che potevamo realizzarci con una nostra specifica identità è stato nel luglio 2020, quando durante un primo mercatino fatto un po’ per gioco abbiamo avuto un sacco di apprezzamenti, anche una giornalista di Vanity Fair ha chiesto informazioni, peccato poi che hanno iniziato a chiudere tutto… Ad onor del vero la nostra attività è stata si fortemente penalizzata dal lockdown, tuttavia, forse proprio questa fase di stallo ci ha permesso di acquisire consapevolezza sul poter sfruttare il nostro tempo per fare quello che più ci piace fare. Così abbiamo deciso un giorno di andare a prendere dei tessuti di avanzo. Ci siamo dirette a Prato, il più grande centro industriale del tessile in Italia per prendere materiale di avanzo.

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Su che basi si fonda il concept Tsi Tsi? Quali sono i vostri riferimenti?

Non saprei dirti, a noi piace esplorare lo scibile. Affrontiamo il mondo delle immagini con istinto, questo ci permette di rendere libero il nostro saper dar forma ai tessuti. Nel progetto di impermeabili, ad esempio, ci è piaciuto prendere a pretesto le città che abbiamo visitato e che hanno sicuramente segnato la nostra identità. Nelle forme che disegniamo per gli interni ci siamo forse ispirati ad un progetto di un autore francese in cui venivano rintracciati gli spazi indefiniti, bianchi su Google Maps. Questo è sicuramente un progetto identitario per noi, difatti ci definiamo Atelier nomade sia perché io (Fabiana) vivo a Venezia e Costanza a Roma, sia perché molte delle nostre intenzioni vengono fuori da un brainstorming nato nel nostro viaggio di svago in Bulgaria.

Interessante! Ci dite qualcosa di più su questo progetto?

Il progetto degli impermeabili è uno dei nostri primi progetti, sicuramente il più iconico. Come dicevamo, si è inizialmente deciso di rappresentare le città che abbiamo in qualche modo vissuto e che sono parte del nostro percorso. La cosa ha avuto un discreto successo e abbiamo deciso di renderla partecipativa. Le persone hanno iniziato a richiedere impermeabili personalizzati con la loro città preferita. Per noi la grafica è fattore essenziale per il valore dei nostri prodotti. C’è molto un lavoro di astrazione rispetto all’immagine della città. Prendiamo le forme dei centri urbani che vengono fuori dalla fotografia aerea di Google Maps e ne vengono fuori immagini “flat” molto particolari. Elementi se vuoi decorativi che parlano però di chi sono Costanza e Fabiana. Poi c’è da dire che la customizzazione è un qualcosa di molto apprezzato nei nostri prodotti.

La personalizzazione è sicuramente qualcosa che fa di voi una realtà artigianale.

È un qualcosa che è dettato dalla realtà economica attuale.

Molti dei ragazzi che seguiamo, che escono dall’università e che hanno iniziato a produrre piccoli pezzi unici, ora iniziano a vendere. Anche aiutati dalle piattaforme digitali in cui la commercializzazione è alla portata di tutti.

Esiste anche poi un discorso di sbornia della fast fashion.

Si, forse questa è l’onda che stiamo cavalcando. Le persone sono ormai stufe di queste realtà così invadenti, molte persone che ci seguono sono attente ad un consumo etico/sostenibile. Spesso ci contattano ragazze che hanno effettuato la metodologia del decluttering che, sicuramente, è uno degli effetti collaterali della fast fashion. Ci muoviamo all’interno di nicchie, anche se il concetto di nicchia oggi è forse una definizione un po’ limitante. Siamo nell’epoca delle bolle social, forse non esiste più mainstream vs underground ma tanti piccoli o medi trend.

Quali sono i pro e i contro del lavorare a distanza?

Sicuramente i tempi sono dilatati. I pro in realtà non sono così tanti.

Una cosa positiva è che impegnandoci con appuntamenti fissi riusciamo a concentrarci in maniera intensiva sulla nostra attività in un lasso di tempo ridotto. Il progetto futuro è sicuramente quello di poterci riunire.

Come gestite i ruoli?

Io (Fabiana) mi occupo più delle grafiche realizzando gli interni, della parte grafica, mentre Costanza è quella che si occupa di più di confezionamento

A quale pubblico vi rivolgete?

Chiaramente modelliamo per corpi di sesso femminile. Questo perché la moda ha le sue regole, ad esempio ora nel maschile vediamo una tendenza verso la sobrietà, mentre a noi piace utilizzare tante forme e, soprattutto colori, anche se è chiaro che oggi i nostri prodotti vanno incontro a qualsiasi identità di genere. Ad esempio per i nostri cappelli stiamo lavorando con modelli maschili.

In questo numero parliamo di Pop-Porno, il vostro nome è particolarmente ispirato al corpo femminile, quello senza veli, se non sbaglio.

Sì, l’identità tsi-tsi si riferisce ad una precisa configurazione dell’anatomia femminile. Il fatto di essere in due e un’unica entità allo stesso tempo. Un’entità mai uguale a se stessa che si personalizza da individuo a individuo. Risponde a una visione che vuole andare verso il femminile, ma oggi ci rendiamo conto che non è il fulcro del nostro discorso.

Voi utilizzate molto Instagram come vetrina. Recenti riflessioni hanno evidenziato come ci sia un legame tra la strategia di questo social e l’immaginario condiviso del femminile. Non trovate che questa contingenza sia particolarmente significativa per il vostro progetto?

Si, sicuramente. Il commerciale oggi è molto femminile, è come se tutta la comunicazione si sia appiattita su quello che il femminile ha sempre rappresentato. Influencer rilevanti sono in maggioranza donne, ma tutto ciò coinvolge anche il maschile. Anche se c’è molto machismo in giro, in realtà il maschio alpha non è un trend oggi, ma qui forse si aprirebbero praterie per discorsi che non ci sentiamo di rappresentare.

Certamente. Vorremmo lasciarci con un consiglio per i nostri lettori che sono ancora nella fase di studi.

Difficile prenderci questa responsabilità. Esplorare e seguire le proprie passioni è sempre un ottimo consiglio.

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