OVERTURE

PassionfruitDrake

editoriale di Antonello Garaguso

“Se è porno tolgo.”

 

Se cerchiamo contenuti e studi sulla pornografia, noteremo come questo termine venga analizzato e studiato nella sua accezione negativa. Vorrei partire da un interessante spunto che mi permetterà di spiegare meglio il significato dietro la parola pop-porno. Soffermandoci sul significato storico della parola pornografia dobbiamo partire da definizioni ormai consolidate che hanno accompagnato questa materia per anni:

 

Fin dal Medioevo, la morale cattolica condanna la pornografia, considerata un atto che lede la dignità della persona degradandola. A tal proposito così si esprime il Catechismo della Chiesa cattolica: «La pornografia consiste nel sottrarre all'intimità dei propri compagni gli atti sessuali, reali o simulati, per esibirli deliberatamente a terze persone. Offende la castità perché snatura l'atto coniugale, dono intimo degli sposi l'uno all'altro. Lede gravemente la dignità di coloro che vi si prestano (attori, commercianti, pubblico), poiché l'uno diventa per l'altro l'oggetto di un piacere rudimentale e di un illecito guadagno. Immerge gli uni e gli altri nell'illusione di un mondo irreale. È una colpa grave. Le autorità civili devono impedire la produzione e la diffusione di materiali pornografici.»

(Catechismo della Chiesa cattolica, n. 2354)

 

L’etimologia originaria della parola pornografia è porn-graphein, scrivere, disegnare, raffigurare le prostitute. In una società ipersessualizzata come quella in cui viviamo si potrebbe dire che il termine nel lessico quotidiano è oggi inflazionato ed esteso a scenari lontani dalla pornografia. Questo fa si che il significato si presti ad interpretazioni che, seppur mutando, restano sempre attuali. Oggigiorno, la parola “porno” è spesso abusata per descrivere un contesto visivo che non ha niente a che a fare con immagini di nudo e sessualmente esplicite. Infatti, a quella sopra citata si aggiungono altre definizioni che rientrano in diversi dizionari della lingua italiana, così come nel codice penale. Il termine pornografia si sovrapponga a quello di osceno, l’uno definito «trattazione o rappresentazione esplicita, in scritti, disegni, film, fotografie, ecc., di soggetti di carattere erotico e ritenuti osceni» (Dizionario De Mauro 2000), e l’altro «ciò che è ripugnante per la sua bruttezza» (Dizionario Zingarelli 2007).

 

In uno dei tanti articoli consultati per approfondire l’argomento, mi sono imbattuto in alcuni scritti relativamente recenti della professoressa Linda Williams (American professor of film studies in the departments of Film Studies and Rhetoric at University of California, Berkeley). In Porn Studies (2004) cerca di spiegare come la pornografia sia stata accettata dalla società coniando un nuovo termine: on-scenity. La Williams percorre alcuni aspetti dell’evoluzione della pornografia spostando il punto di vista da un atto ob/sceno (osceno per chi assiste ad uno spettacolo che rappresenta un atto privato, off/scena) ad un fenomeno in cui la cultura esibisce gli organi, gli atti, i corpi inerenti a scenari sessuali. La parola pop-porno descrive esattamente un punto di vista che ritrae un linguaggio più che una pratica, che ha a che fare con la cultura di massa e un aspetto esplicito di qualsiasi materia.

 

L’intento della rivista è quello di parlare attraverso la pornografia, al fine di raccontare un aspetto della nostra vita governato da un edonismo spasmodico. Questo può trovare la sua realizzazione massima solo se è on/scene. Questa pratica sociologica è sicuramente accentuata da una crescita tecnologica esponenziale, che ha permesso la creazione di una molteplicità di palcoscenici in cui mostrare/svelare quello che prima era velato. Vogliamo scardinare il concetto di pornografia dalla sua accezione erotica. Se avessimo voluto portare un mondo eroticamente “variegato” avremmo parlato di sesso. Invece abbiamo deciso di parlare della grammatica delle immagini, del progetto e di tematiche attuali attraverso un linguaggio estremo. Nel mondo del porno virtuale c’è spazio per qualsiasi categoria, (vedi Pornhub) come nel mondo reale c’è spazio per una declinazione pornografica in ogni aspetto del quotidiano.

 

Pensiamo al suffisso porn negli hashtag che accentuano un feticismo per un determinato argomento come ad esempio il foodporn, pornarchitecture, designporn. Se la pornografia è la rappresentazione esplicita dell’atto sessuale, dove i genitali hanno ampio spazio nello scenario visivo lasciando poche possibilità all’immaginazione, questo numero della rivista tratta alcuni argomenti in maniera esplicita.

 

Perché nella cultura di massa odierna mostrare è l'obiettivo primo di ogni individuo. Cosa è per me pop-porno? Il kitsch è pop-porno. Una camgirl/boy è pop-porno. Onlyfans è pop-porno. Lo streetfood è pop-porno. L’arte psichedelica è pop-porno.