HENTAI

Piccola antologia dell'arte orientale

Articolo di Christian Simone

“Secondo la mia visione, tutto il panorama pornografico di fantasia, dagli Eroge,agli Eromanga e infine agli Hentai, sia un luogo fantastico perché permette di dare sfogo alle fantasie più nascoste e bizzarre.

Attraverso la fruizione di Hentai è possibile vivere storie di amore perfette o totalmente sbagliate, intrigarsi con trame mai viste prima in opere 3D, scoprire fetish (o semplicemente gusti) fino a quel momento ignorati, dare libertà a uno sfogo di desideri e passioni intime e nascoste.

Esplorate la vostra sessualità e scoprite quanti più link possibili ci sono per rendere più interessante la vostra vita, perché chi vive bene la propria sessualità vive bene anche la propria vita.”

Questo che avete appena letto è un Hentai.

Hentai, significa "anormalità", "anormale", o "pervertito", ma anche, "metamorfosi". In Giappone si utilizza soprattutto con il significato di "sessualmente perverso" e ha una connotazione molto negativa, in quanto indica forme di "perversione sessuale". Rispetto all’erotismo nella fotografia, l'hentai permette l'uso completo dell'immaginazione, così come di scene completamente distaccate dalla realtà e dai valori culturali "normali". Fantasie sessuali sono rappresentate in maniera impossibile filmare. Le rappresentazioni possono includere cose inaccettabili nella società o contrarie alle comuni norme sociali. Queste fantasie possono essere portate agli estremi, dimostrando spesso desideri subconsci e motivazioni puramente carnali, ovvero un contrasto tra la società umana accettata e la sensualità primordiale. Sono considerate Hentai soltanto le opere che adottano lo stile giapponese, tutto il resto viene comunemente chiamato “Western Porn”. Questo perché la creazione di questo genere è secolare e innestata nel Giappone.

1814, Tokyo. Viene pubblicato un libro dentro al quale è presente un’opera che sarà destinata a rimanere per sempre impressa nella storia del genere umano. Si tratta de Il sogno della moglie del pescatore dell’artista Hokusai, già famoso per le sue passate opere. (24 X TESTO)L’opera fu realizzata in stile ukiyo-e (stampe a colore o in bianco e nero, create partendo da un blocco di legno inciso) e raffigurava una figura femminile, che aveva rapporti sessuali con due polpi contemporaneamente, traendone mutualmente piacere. A differenza di quanto si possa immaginare, l’opera non scaturì alcuno scalpore; infatti era pratica comune realizzare incisioni e stampe rappresentanti atti sessuali. Ormai la pornografia era una forma d’arte riconosciuta in tutto il paese e radicata nella storia della nazione, nessuno poteva fermare il suo proliferarsi. Fino al 1907. Una riforma del Diritto Penale giapponese vide, grazie all’articolo 175, il divieto assoluto di mostrare in qualsiasi rappresentazione, pelo pubico femminile o genitali maschili non opportunamente censurati. Al giorno d’oggi, la differenziazione della censura avviene principalmente sulla base di DOVE il prodotto hentai sarà distribuito e delle regole che ne derivano. Di base, l’hentai nasce senza censura alcuna, la quale verrà applicata, in seguito, in modo conforme alla situazione in cui sarà distribuito. Naturalmente, il “dove” assume proporzioni globali quando si parla di una distribuzione transnazionale ma anche locali quando si parla, ad esempio, di fiere.

 

“Ovunque sia presente un limite, ci sarà sempre qualcuno in grado di superarlo” Toshio Maeda, Demon Beast Invasion 1989, decise che era stanco di vedere censure su censure ad ogni Hentai che guardava o manga che sfogliava, così, ispirandosi al quadro di Hokusai, diede vita al primo Hentai della storia che vedeva avere rapporti sessuali con una donna non un umano, tramite l’utilizzo del suo pene, ma un mostro, attraverso l’ausilio dei suoi numerosi tentacoli."

 

Nasce così il tentacle rape. In questo modo la censura venne totalmente aggirata, perché non venivano mostrati organi maschili, ma bensì pendici aliene che riuscivano in qualche modo ad essere umide ed a secernere strani e misteriosi fluidi biancastri. Era così l’inizio di un era. Maeda non ha soltanto permesso al mondo di gustarsi un po’ di sano porno senza censura. Ha fatto molto di più. Ha spianato la strada a molti nuovi generi, permettendo a moltissimi autori di osare e sperimentare. Inoltre 1982 viene pubblicato il primo videogioco erotico giapponese della storia: Night Life, pubblicato dalla Koei. Questo gioco era nato con l’intento di educare le coppie a vivere meglio la loro vita sessuale, istruendole con nuove pratiche e posizioni, come se fosse un libro del Kamasutra ma in chiave moderna.  A dieci anni di distanza da Night Life, nel 1992, viene pubblicato il primo Dating Sim, un vero e proprio videogioco con caratteristiche sessuali, nato per intrattenere un pubblico e non educare le coppie. Il gioco in questione è Dokyusei, pubblicato dalla ELF. Negli anni a seguire molti altri Dating Sim vedranno la luce, senza mai smettere di venire prodotti, diventando un affermato prodotto che ci ha raggiunti fino ad oggi e che rimane un genere di videogioco apprezzato da una fetta di pubblico sempre più vasta. Gli Hentai sono diventati un fenomeno di massa conosciuto in tutto il mondo. Considerando quanto forte sia stata la presenza degli Hentai nella storia del Giappone e quanto siano stati in grado di adattarsi alle novità tecnologiche, era chiaro che presto o tardi avrebbero invaso la scena mondiale della pornografia, facendosi conoscere ad ogni angolo del globo. Internet facilitò questo processo facendo da catalizzatore e permettendo al pubblico internazionale di venire a conoscenza di questa particolare variante della pornografia. Dopo poco più di un decennio dall’apertura del World Wide Web (1991), gli Hentai si fecero conoscere bene al pubblico di massa, entrando a far parte di opere terze come film e serie tv, ricevendo menzioni e facendo crescere ulteriormente la loro notorietà. Nel tempo è cambiato anche il modo in cui questi prodotti nipponici possono essere goduti. Negli ultimi anni sono stati sviluppati videogiochi sempre più sofisticati, e la tecnologia ci ha sorpreso con i Visori per la Realtà Virtuale, come Oculus Rift. Ovviamente il mondo del porno non si è fatto attendere, e così sono apparsi giochi dedicati appositamente a questo tipo di fruizione, come Custom Maid 3D 2, il quale permette di utilizzare anche un “differente” controller per il gioco, il Chu-b Lip.  Questo genere di giochi è sempre stato vissuto e distribuito in ambienti underground, ma ci sono solide speranze perché possa diventare anch’esso un genere mainstream. Infatti le principali console da gaming hanno iniziato a distribuire giochi vecchi (con contenuto erotico ma non esplicitamente sessuale) sulle loro piattaforme, Steam ha dato il via libera alla pubblicazione di videogiochi non censurati. Tutto ciò lascia aperta la finestra verso il futuro. Data la grandissima quantità di tag è normale che ne siano presenti alcuni che soddisfano le fantasie di una minoranza, mentre non sono di gradimento o disgustano la maggior parte dell’utenza. E’ questo il caso dei “tag proibiti“, così chiamati in gergo, tag che rovinano l’esperienza alla maggior parte dei fruitori di Hentai. Esempi di tali tag possono essere abortion, snuff (tortura) e tutto ciò che è vicino a queste categorie.

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Autore Hokusai Titolo Il sogno della moglie del pescatore
Stampa 19x27cm Anno 1814 

Un tag che invece è largamente condiviso e che piace alla maggioranza degli utenti è il tag loli o lolicon oppure in alternativa la sua controparte maschile, shota e shotacon. Questi tag raffigurano rispettivamente rapporti con personaggi femminili con sembianze molto giovanili (seno poco sviluppato, statura contenuta) o direttamente minorenni (anche largamente) e rapporti con personaggi maschili con simili caratteristiche. Il tag loli, a differenza dello shota, viene spesso preso di mira dai media e dalle leggi nazionali, raffigurando chiunque usufruisca di materiale appartenente a questa categoria come un pericoloso pedofilo, e sopprimendo con tutte le forze la diffusione di qualsiasi prodotto con questo tag. Spesso le leggi nazionali che vietano la distribuzione di materiale raffigurante minori possono essere aggirate dai distributori posizionando i propri server in stati con leggi più permissive, come l’Italia, la quale non considera pedopornografia i disegni, a patto che non siano fotorealistici, il che non è il caso degli Hentai. Secondo la psicoterapeuta americana Laurie Betito, che ha approfondito gli studi sulla fascinazione di tale particolare sfaccettatura della pornografia: «… l’Hentai è un modo per le persone di disconnettersi dalla realtà e addentrarsi nel mondo della fantasia totale, nato allo scopo di soddisfare tutti i feticismi possibili». Tale dimensione consente di immaginare scene completamente distaccate dalla realtà e dai valori culturali considerati “normali” che sono lo sfogo di ferine fantasie che possono così essere estremizzate. In conclusione, nonostante la censura degli organi genitali che la critica nipponica persiste ad applicare sulla pornografia, non esistono prove empiriche che il consumo della stessa istighi alla violenza sulle donne, né che le pseudo-immagini raffiguranti soggetti immaturi possano incitare gli acquirenti ad accostarsi al mondo della pedopornografia. Se esiste un universo in cui la sessualità può spingersi oltre la paura di essere perseguiti dalla legge, scevra dai sensi di colpa e da qualsiasi stilla di moralità, questo si incarna nel Porno Hentai che dimostra di detenere il potere di unire sesso e trasgressione, devianza e anomia, comportamenti antisociali e totale assenza del senso del peccato. “Secondo la mia visione, tutto il panorama pornografico di fantasia, dagli Eroge agli Eromanga agli Hentai, sia un luogo fantastico perché permette di dare sfogo alle fantasie più nascoste e più, appunto, fantasiose, permettendoci di evadere dalla monotonia della vita quotidiana e dai limiti imposti dalla fisica. Attraverso la fruizione di Hentai è possibile vivere storie di amore perfette o totalmente sbagliate, intrigarsi con trame mai viste prima in opere 3D, scoprire fetish (o semplicemente gusti) fino a quel momento ignorati, uno sfogo di desideri e passioni intime e nascoste. Esplorate la vostra sessualità e scoprite quanti più link possibili ci sono per rendere più interessante la vostra vita, perché chi vive bene la propria sessualità vive bene anche la propria vita.”